Batteriosi del kiwi si va verso la dichiarazione dello stato di emergenza. «Il ministro dell'Agricoltura Saverio Romano si è espresso davanti a noi assessori di confermando lo stato di emergenza che sarà dichiarato nel prossimo Consiglio dei ministri», ha annunciato mercoledì l'assessore regionale all'Agricoltura Franco Manzato.
«Subito dopo», ha detto, «è in programma l'ordinanza per nominare un commissario e reperire le risorse per la lotta alla Psa da integrare con quelle messe a disposizione dalla Regione Veneto».Il problema della Psa (è la sigla del nome scientifico della malattia: Pseudomonas syringae p.v. actinidiae), che ha colpito oltre al Veneto il Lazio, il Piemonte e l'Emilia Romagna, sta tenendo da mesi in apprensione i produttori di kiwi scaligeri: «Su 3500 ettari vocati a kiwi in Veneto», dice Damiano Berzacola, presidente di Coldiretti Verona, «2.500 sono nel veronese ed è veronese due terzi della produzione regionale (stimata complessivamente in 76 mila tonnellate per un controvalore di 41 milioni di euro, ndr).
Coldiretti collabora con il Servizio fitosanitario regionale e l'Osservatorio sulle malattie delle piante nell'accertamento diretto sul territorio».Tra veronese e trevigiano «sono una trentina le aziende che hanno già dovuto procedere all'espianto e distruzione di alcuni ettari di kiwi attaccati dalla batteriosi», dice Manzato. Berzacola precisa: «Le temperature elevate rendono difficile mappare ora la diffusione del batterio che perde virulenza. Purtroppo solo con la raccolta, a ottobre», considera Berzacola, «avremo il quadro attendibile della situazione. In questo momento la miglior prevenzione è il monitoraggio per limitare il più possibile la diffusione del Psa». Tornando agli aiuti, Manzato dà notizia del provvedimento con cui la Giunta veneta, su sua iniziativa, ha definito le modalità per l'erogazione di indennizzi connessi alla prevenzione del Psa. Lo stanziamento è pari a 258 mila euro: «La proposta che ora passa all'esame del consiglio prevede che le domande di indennizzi finanziari per la distruzione delle piante possano essere richieste all'Unità periferica per i Servizi Fitosanitari nei 30 giorni successivi alla pubblicazione sul Bur Veneto del provvedimento definitivo». Stando alle Misure di emergenza approvate dal ministero delle Politiche agricole a febbraio, infatti, la diffusione del cancro batterico si limita anche con l'asportazione delle piante.«È necessario proseguire con il monitoraggio auspicando una cabina nazionale sulla questione. Questa pericolosissima infestazione», è l'allarme di Manzato, «rischia di mettere in ginocchio non solo la produzione veneta». P.D.C. (fonte l'Arena - vedi articolo)
|