| Peschicoltura veronese |
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Crollo del mercato della pesca e della nettarina
Oggi, nella Sala Rossa del Palazzo Scaligero, il presidente della Provincia Giovanni Miozzi e l'assessore alle Politiche per l'agricoltura Luigi Frigotto hanno illustrato la grave crisi che sta colpendo il mercato della pesca di Verona IGP e delle nettarine. Erano presenti: il presidente del Consorzio della Pesca Igp Fausto Bertaiola; il presidente Coldiretti Damiano Berzacola; il vicepresidente dell'Unione provinciale agricoltori Christian Marchesini; il vicepresidente Cia Laura Ferrin; i rappresentanti dei quattro mercati ortofrutticoli della provincia di Verona: Marco Nicolis per Villafranca; Simone Pezzini per Valeggio; Sganzerla per Sommacampagna - Sona; Rolando Andreoli per Bussolengo – Pescantina. Oltre ad elencare i pesanti danni per i produttori veronesi, sono stati lanciati due appelli per la difesa del prodotto locale di stagione. Ai produttori viene pagato un prezzo che è ben lontano dal coprire i costi di produzione. Da questo provengono le difficoltà del settore causate da quattro fattori principali: • Chiusura dei mercati tedesco e russo. L'allarme causato dal batterio “Escherichia coli” ha fatto bloccare le importazioni su alcuni dei mercati che si rifornivano dei prodotti veronesi;
Presidente Miozzi: “Siamo qui riuniti per lanciare un forte grido di allarme per la situazione che sta colpendo tutto il mondo agricolo, in particolare oggi parliamo della pesca. Le ultime chiusure dei mercati esteri hanno peggiorato ancora di più la già difficile situazione. Dobbiamo fermare questo stress economico e incentivare consumatori e grande distribuzione ad acquistare prodotti locali, molto più salutari e sicuri. Il mio auspicio è che questa emergenza si risolva il prima possibile nel migliore dei modi, in quanto il settore della pesca e dell'agricoltura della nostra provincia è ricco sia in qualità che in quantità e merita di essere premiato e rilanciato sul mercato”.
Il presidente di Coldiretti e i vicepresidenti di CIA e Confagricoltura hanno concordato sull'analisi della situazione, sottolineando che è urgente che questo allarme arrivi al governo centrale, perché una crisi di tali dimensioni deve essere affrontata a livello nazionale. E' stata evidenziata la necessità di ammodernamento e di una maggior apertura del settore per poter essere in grado di rispondere in modo adeguato alle esigenze del mercato, pena il ritrovarsi in un circolo vizioso. Il consumatore, infatti, colpito dalla crisi è portato ad acquistare prodotti di basso prezzo e di poca qualità, scegliendo quelli di provenienza estera e togliendo profitto agli agricoltori locali. All'ordine del giorno rimane infine l'annosa questione del divario tra prezzo iniziale e costo finale. (fonte Radio RCS) |