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Peschicoltura veronese PDF Stampa E-mail

Crollo del mercato della pesca e della nettarina

13/07/2011. I rappresentanti del mondo agricolo veronese riuniti per cercare soluzioni

Oggi, nella Sala Rossa del Palazzo Scaligero, il presidente della Provincia Giovanni Miozzi e l'assessore alle Politiche per l'agricoltura Luigi Frigotto hanno illustrato la grave crisi che sta colpendo il mercato della pesca di Verona IGP e delle nettarine.

Erano presenti: il presidente del Consorzio della Pesca Igp Fausto Bertaiola; il presidente Coldiretti Damiano Berzacola; il vicepresidente dell'Unione provinciale agricoltori Christian Marchesini; il vicepresidente Cia Laura Ferrin; i rappresentanti dei quattro mercati ortofrutticoli della provincia di Verona: Marco Nicolis per Villafranca; Simone Pezzini per Valeggio; Sganzerla per Sommacampagna - Sona; Rolando Andreoli per Bussolengo – Pescantina.

Oltre ad elencare i pesanti danni per i produttori veronesi, sono stati lanciati due appelli per la difesa del prodotto locale di stagione. 
A causa della pesante crisi del settore che sta colpendo i produttori fin dal periodo iniziale delle contrattazioni, le associazioni di categoria e le istituzioni si rivolgono ai consumatori e agli operatori della grande distribuzione affinché venga privilegiato il consumo del prodotto locale che è fresco e pertanto ricco di vitamine e di sostanze utili alla salute.

Ai produttori viene pagato un prezzo che è ben lontano dal coprire i costi di produzione. Da questo provengono le difficoltà del settore causate da quattro fattori principali: 
• Eccesso di prodotto sul mercato. A causa dell'andamento climatico dei mesi scorsi sono maturate contemporaneamente le pesche di tutte le zone di produzione (Italia nord e sud, Spagna e Francia meridionale). Normalmente i tempi di maturazione sono dilatati nell'arco di due mesi;

• Chiusura dei mercati tedesco e russo. L'allarme causato dal batterio “Escherichia coli” ha fatto bloccare le importazioni su alcuni dei mercati che si rifornivano dei prodotti veronesi; 
• Condizioni climatiche non favorevoli. Il consumo della pesca aumenta in presenza di alte temperature, fino ad una settimana fa la stagione non è stata particolarmente calda;. 
• Calo generalizzato dei consumi, che riguarda anche i prodotti ortofrutticoli.

 

Presidente Miozzi: “Siamo qui riuniti per lanciare un forte grido di allarme per la situazione che sta colpendo tutto il mondo agricolo, in particolare oggi parliamo della pesca. Le ultime chiusure dei mercati esteri hanno peggiorato ancora di più la già difficile situazione. Dobbiamo fermare questo stress economico e incentivare consumatori e grande distribuzione ad acquistare prodotti locali, molto più salutari e sicuri. Il mio auspicio è che questa emergenza si risolva il prima possibile nel migliore dei modi, in quanto il settore della pesca e dell'agricoltura della nostra provincia è ricco sia in qualità che in quantità e merita di essere premiato e rilanciato sul mercato”.

Assessore Frigotto: “Oggi affrontiamo una gravissima crisi della nostra peschicoltura che sta mettendo a dura prova i produttori locali. Voglio lanciare un appello ai media e invitarli ad una comunicazione forte presso i consumatori in favore della pesca e degli altri frutti di produzione locale, in quanto più buona e di maggior qualità rispetto a quella proveniente dall'estero. Il prodotto italiano infatti è molto più controllato e tutelato, ed esclude l'utilizzo di pesticidi. Essendo inoltre una produzione a “kilometri zero”, diminuisce l'utilizzo di carburanti per il trasporto: questo ci consente di tutelare da un lato la salute, e salvaguardare dall'altro l'ambiente”.

Presidente del Consorzio della pesca IGP Bertaiola: “Siamo di fronte alla peggiore crisi che il settore della peschicoltura abbia mai affrontato. Due sono i motivi che hanno determinato questa situazione: l'eccesso di prodotto sul mercato dovuto all'andamento climatico dei mesi scorsi che ha fatto maturare contemporaneamente le pesche di tutte le zone di produzione dell'Italia del nord e del sud. Il secondo motivo è l'Escherichia Coli che ha portato un fortissimo calo dei consumi. A livello locale, per contenere la crisi e la speculazione è stato redatto un protocollo che prevede regole più severe per il controllo del prodotto, la mia speranza è che sia approvato il prima possibile”.

Il presidente di Coldiretti e i vicepresidenti di CIA e Confagricoltura hanno concordato sull'analisi della situazione, sottolineando che è urgente che questo allarme arrivi al governo centrale, perché una crisi di tali dimensioni deve essere affrontata a livello nazionale. E' stata evidenziata la necessità di ammodernamento e di una maggior apertura del settore per poter essere in grado di rispondere in modo adeguato alle esigenze del mercato, pena il ritrovarsi in un circolo vizioso. Il consumatore, infatti, colpito dalla crisi è portato ad acquistare prodotti di basso prezzo e di poca qualità, scegliendo quelli di provenienza estera e togliendo profitto agli agricoltori locali. All'ordine del giorno rimane infine l'annosa questione del divario tra prezzo iniziale e costo finale.

(fonte Radio RCS)

 
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